lunedì 9 luglio 2018

METTI LE PAUSE IN AGENDA



Uno dei buoni propositi che mi sono posta questo mese, e per i mesi a venire, è quello di concedermi più spesso delle pause e di vivere più serenamente il mio tempo libero.
Ho un rapporto piuttosto strano con il concetto stesso di tempo libero: poco o tanto che sia, mi sembra sempre di non essermelo meritato abbastanza e mi capita di pensare che potrei impiegare quel tempo lavorando o facendo qualcosa di più utile.
Se ti rivedi in questo atteggiamento, se anche tu eviti accuratamente di riservarti del tempo libero, crei to-do list infinite pur di non averne, rifuggi lo svago come la peste, questo post potrebbe esserti molto utile.

Ho scritto “riservarmi più tempo libero” nella mia lista dei buoni propositi perché negli anni mi sono resa conto che essere sempre impegnata in qualcosa, non migliora affatto i miei risultati, non mi rende più organizzata e produttiva, anzi è esattamente l'opposto: la mente si annebbia, la creatività diventa un lontano ricordo, le idee non arrivano e la concentrazione si disperde in mille cose da fare col risultato, come cantava il mitico Jovanotti, che “di dieci cose fatte, me n'è riuscita mezza”.
Lavorare o essere sempre comunque impegnata a fare, anche se si tratta di qualcosa che si ama moltissimo, alla lunga, non fa altro che esaurire le nostre energie e voler trarre ulteriore energia da una pila scarica è soltanto una perdita di tempo: quella pila non funzionerà più.
Quando arriva l'esaurimento delle batterie, ecco che tutto di te, mente, corpo e spirito si mettono d'accordo per non farti combinare più niente. Solo il senso di colpa continua a blaterare, ma se ti prendi una bella pausa e stacchi da tutto (cellulare compreso) piano piano ti accorgerai che quella vocina si allontana sempre di più, che non casca il mondo se non scrivi quel post, se non mandi quella mail, se non rispondi a quel messaggio, se oggi non pubblichi niente sui social e così via.

Io mi trovo esattamente in questa fase che ho chiamato “la presa di coscienza”.
Da un po' di giorni mi sentivo scarica, piena di idee ma priva delle energie necessarie per realizzarle. Con l'arrivo del caldo, questa sensazione si è accentuata ancora di più e più non riuscivo a fare nulla più mi innervosivo. Oltretutto le cose da fare si stavano accumulando e la cosa mi creava una certa ansia.
Una sera ho deciso che non aveva alcun senso rimettermi alla scrivania, la giornata era stata improduttiva, era inutile voler recuperare qualche ora dopo cena. E così ho deciso di chiamare le mie sorelle per andare a mangiarci una pizza. Loro hanno detto “domani fai povere!” tanto per renderti l'idea dell'eccezionalità delle mie iniziative quando si parla di svago.
Beh, mi sono bastate quelle tre ore all'aperto, pizza e birra, chiacchiere semiserie (tra cui anche questa situazione di nullafacenza) e aria fresca per rimettere in fila le cose dal caos. Il giorno dopo ero una scheggia.

Dopo essermi ricordata che concedersi una pausa ha i suoi beneficiho deciso di non farla essere più un'eccezione, ma di organizzarmi in modo tale da farla diventare una costante. Come? Mettendo le pause in agenda: come prima voce intorno alla quale costruire la mia giornata, la mia settimana, il mio mese.

Lo so, può sembrare assurdo e stupido e in realtà è tutt'altro che facile da applicare poi nella realtà, ma se non lo faccio continuerò ad ottenere sempre gli stessi effetti negativi: 

  • la mia mente si rilassa al pensiero che tanto c'è tempo per fare tutto e pensa “male che vada lo faccio nel weekend” e così ciao ciao pausa, ciao ciao tempo libero;
  • divento facile preda delle distrazioni, tipo social, You Tube, Pinterest e robe varie perché comunque l'attenzione dopo un po' inesorabilmente cala;
  • alla fine il tempo per me, impiegato bene e senza sensi di colpa non c'è mai: se non me lo concedo, scrivendolo proprio in agenda, finisce che mi stresso inutilmente, non riesco lo stesso a finire tutto quello che vorrei e il senso di frustrazione sale.

Cosa ottengo quindi alla fine? Giornate piene di distrazioni, frustrazione e zero relax.

E poi, quale periodo migliore dei mesi estivi per rallentare un po'?
Io lo sto già facendo: meno post sui social, meno consulenze, meno ore al pc, meno impegni presi solo per far contenti gli altri.
Ora sono in fase di sperimentazione, ma nel prossimo post ti parlerò dei benefici delle pause, dell'importanza di fermarsi e di come fare per rendere quel tempo sospeso davvero speciale, liberandoti dal senso di colpa.
Intanto se ti va, raccontami nei commenti: quanto sei brava a concederti del tempo libero? Cosa fai durante le tue pause?

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